Verdi Italiani #iovotogreen

La battaglia degli ecologisti italiani continua!

Se qualcuno di voi si fosse chiesto che fine avesse fatto il nostro ricorso come Verdi Italiani post Elezioni Europee, ecco un aggiornamento

SYUSY BLADY E I VERDI ANCORA IN CORSA PER UN SEGGIO A STRASBURGO

E’ quanto stabilito dal TAR Lazio che, con la recente sentenza n. 5198/2015, ha ribadito la legittimità dell’ammissione alle ultime elezioni europee della lista Green Italia-Verdi Europei, in quanto espressione a livello nazionale dell’European Green Party: “tale lista hautilizzato un simbolo composito dal quale risulta – come è dimostrato – l’associazione ad un partito politico europeo rappresentato in Parlamento europeo (…) correttamente, l’Ufficio nazionale ha fatto applicazione dell’art. 12, comma 4, l. n. 18 del 1979, secondo il quale nessuna sottoscrizione è richiesta per i partiti o gruppi politici che nell’ultima elezione abbiano ottenuto almeno un seggio al Parlamento europeo, nonché nel caso in cui una lista sia contraddistinta da un contrassegno composito nel quale sia contenuto quello di un partito o gruppo politico esente da tale onere” (TAR Lazio, Sez. II-bis, n. 5198/2015).

Il Tribunale amministrativo quindi – accogliendo le argomentazioni sviluppate dall’Avv. GianfrancoPassalacqua e dall’Avv. Guglielmo Calcerano, che curano la difesa della lista e dei candidati di Green Italia-VerdiEuropei in questo e in altri procedimenti elettorali – ha confermato quanto precedenza disposto dall’Ufficio elettorale centrale presso la Corte di Cassazione, in occasione della presentazione delle liste.

All’esito delle ultime elezioni europee la lista congiunta presentata da Verdi e Green Italia aveva ottenuto lo 0,91% dei consensi, una percentuale che – senza la soglia di sbarramento al 4%, introdotta dalla legislazione nazionalenel 2009 – avrebbe comportato l’attribuzione di un seggio in seno al Parlamento dell’Unione Europea. La soglia di sbarramento ha quindi lasciato privi di rappresentanza circa 250.000 cittadini italiani. Per questo motivo, con un distinto ricorso al TAR Lazio, ancora pendente, alcuni candidati ed elettori ecologisti hanno anche eccepito l’illegittimità costituzionale della soglia del 4% prevista dalla legge elettorale europea (talvolta indicata con l’eloquente appellativo di “Europorcellum”). “Uno sbarramento così alto a livello europeo, in uno degli Stati più popolosi come l’Italia, produce evidenti distorsioni del principio rappresentativo” – commenta Syusy Blady, la candidata verde più votata nella Circoscrizione Nordest, con oltre 4000 voti – “250.000 sostenitori dei Verdi non hanno ottenuto rappresentanza in Parlamento, mentre un Paese come Malta, che in totale ha solo 400.000 abitanti, alle scorse elezioni ha ottenuto ben sei parlamentari europei! Si tratta di un’anomalia evidente”. In attesa delle prossime pronunce del TAR e della Corte Costituzionale, la battaglia degli ecologisti italiani continua.

Syusy green italia

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