Cult dall'archivio/Video

Il Campionato Italiano della Lirica

Dall’archivio storico di Syusy e Patrizio

un cabaret geniale-demenziale sulla lirica

lirica

Il Campionato Italiano della Lirica è uno spettacolo teatrale andato in scena per un’intera Estate bolognese di circa vent’anni fa nello spazio dell’ex carcere di San Giovanni in Monte tra la chiusura del carcere e il successivo restauro come sede universitaria, fortemente voluto dall’allora assessore alla cultura Nicola Sinisi. Syusy, Patrizio, Vito e i Gemelli Ruggeri, con la regia di Massimo Martelli e un’orchestra di 12 elementi diretta dal maestro Aurelio Zarrelli, per intrattenere il pubblico tutte le sere con qualcosa che fosse sempre diverso, hanno pensato di andare in scena con 8 pezzi, tratti da 7 diverse opere liriche. Uno scontro diretto di due opere ogni sera, votato dal pubblico. Un vero e proprio Campionato! A dare l’impronta alla mise en scène è stata Syusy, grande appassionata di lirica, con la consulenza dell’esperto Martino Ragusa. Oggi recuperiamo dal nostro archivio storico alcuni pezzi, prima di goderveli leggete un’introduzione molto speciale, scritta dalla fan numero uno di questo spettacolo: Zoe!

La lirica, tra il geniale e il demenziale

di Zoe.

Antico materiale; e quando dico antico, intendo proprio arcaico! Vent’anni fa, ben prima del programma Turisti per Caso e il seguente Velisti per Caso, poco dopo dell’Araba Fenice, Se Rinasco e Lupo Solitario, i miei genitori, insieme agli storici compagni di “Gran Pavese Varietà”, sono tornati a quella che io definisco la loro vera natura, ovvero al teatro. Per una serie di serate, infatti, hanno dato vita ad una specie di cabaret demenziale sulla lirica e sui suoi grandi autori, come Mozart, Rossini, Puccini, Salieri e Bizet, che nei loro spettacoli salivano veramente “in scena”, interpretati da ognuno di loro.

 Dico che la loro vera natura sia il teatro perché cominciarono la loro carriera proprio con il teatro per bambini e poi col teatro di strada, finendo al Circolo Pavese con lo spettacolo demenziale dal vivo “Gran Pavese Varietà”, che successivamente li portò in televisione. Il fatto è che sebbene io sia nata con Turisti e Velisti per caso, ho sempre visto con i miei le puntate di Gran Pavese o Lupo Solitario, ed è stato quello che mi è rimasto nel cuore proprio come fan, più che il Velisti per caso con cui ho vissuto la mia infanzia!

La Lirica, insomma, è il perfetto esempio del lavoro che facevano al Gran Pavese, ed è anche qualcosa di cui io, come ammiratrice e come fan, vado molto fiera. Dentro c’è qualcosa della pazzia genuina dei Monty Python o dei Muppets, e tutto il risultato di quel metodo teatrale insegnato dalla Galante Garrone e Lecoq, dell’improvvisazione e della scuola di clown. La Lirica infatti altro non è che il risultato d’improvvisazioni che hanno poi prodotto dei punti su cui basare lo spettacolo e che ne hanno formato la versione definitiva, grazie anche all’amore per la lirica vera e propria di Maurizia Giusti (Syusy Blady) e Luciano Manzalini (Ruggero Ruggeri), e, ovviamente, la partecipazione e la genialità di tutti quanti.

Da questo connubio di gente amante dell’assurdo, insomma, tra le tante altre cose è nata la Lirica, che ha come protagonisti i ‘fondamentali’ di Gran Pavese: Vito, Syusy Blady, Patrizio Roversi ed i Gemelli Ruggeri. Ed anche se vi sembrerò di parte, vale davvero la pena di vederla! Personalmente ancora oggi obbligo, quando posso, parte dei miei amici a vederla, ficcandoli sulla poltrona del nonno e facendo partire i filmati uno ad uno. È genialità vera e pura, perché oltre ad avere tempi comici perfetti, c’è intelligenza, c’è cultura, e soprattutto una sana follia che denota una certa voglia di gustarsi la vita che permette allo spettatore di divertirsi appieno con ciò che guarda.

Ma ora parliamo in specifico di questa Lirica. Le opere da cui sono tratti gli spezzoni degli spettacoli sono il Don Giovanni, l’Aida, il Barbiere di Siviglia, il Flauto Magico, La Traviata e Madama Butterfly. Ognuna di queste nei vari sketch che troverete nei video sono state ‘reinterpretate’ e poste in un contesto o in una situazione assurda, o è stato affibbiato loro un senso demenziale. Fatto sta che brani, momenti o storie di queste opere sono state riprese ma non maltrattate con un risultato tra il geniale e il demenziale. È un esempio della comicità – anche Emiliano-Romagnola e nello specifico Bolognese – degli anni ’80 e ’90, come quella degli Skiantos (non a caso Freak Antoni era in Gran Pavese Varietà) e di tanti altri, che si può vedere ancora, per esempio, negli spettacoli di Vito o di Malandrino e Veronica.

La prima volta che ho rivisto questi spezzoni ho riso senza ritegno, come se non ci fosse domani, dando anche fastidio a mio padre ed ad un altro che stavano montando delle puntate. Ed anche se ormai li so tutti a memoria mi risuccede ogni volta… Spero accadrà lo stesso anche a voi. Ed ora, prendete il video, scaldatelo al forno a 200° per mezz’ora, aggiungete un pizzico di sale e rosmarino giusto alla fine e godetevelo per bene. Spero che un giorno potrete vedere anche gli sketch di Gran Pavese! Buona visione. :D

Zoe

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