Orto dei Giusti

La danza dell’olmo

Su segnalazione di Maddalena della Dimora dell’Essere vi invitiamo a imparare e a proporre il 13 Novembre all’Orto dei Giusti questa danza dell’Olmo:

Intorno al pianeta sempre più persone si incontrano per portare guarigione al nostro pianeta tramite una semplice e bellissima pratica: la danza dell’olmo.

Per celebrare l’impegno per la vita e la solidarietà, attivisti in tutto il mondo si prendono per mano e si muovono in circolo seguendo la musica di una canzone lettone di Ieva Akuratere. La danza dell’olmo è una danza in cerchio che appartiene al ciclo delle danze dei Fiori di Bach di Anastasia Geng.

Joanna Macy (attivista americana, voce autorevole per l’ecologia profonda) per il lavoro di riconciliazione nella riabilitazione psicologica di Novosybkow, una delle città più colpite dal disastro nucleare di Chernobyl, cercava uno strumento che le permettesse di comunicare direttamente con le persone senza aver bisogno di interpreti. Scelse questa danza a tale scopo. Qui la danza assunse una forma particolare, dove, ondeggiando le braccia in aria, si evocava la connessione delle persone di Novosybkow con gli alberi che tanto amavano, ma che non potevano più visitare in quanto è proprio il legno che assorbe in modo particolare le radiazioni. Da allora Joanna Macy utilizza questa danza durante i suoi workshop “Il lavoro che riconnette” per raccontare la storia struggente degli abitanti di Novosybkow e per portare benedizione e contribuire alla guarigione della Terra ferita. Sempre più gruppi la ballano in tutto il mondo – sempre il giorno di luna piena alle 20.00.

Ko man dosi mamulite, par muzigu dzivošanu
Cosa mi darai, carissima madre, per la vita eterna
Ko man dosi mamulite, par muzigu dzivošanu
Cosa mi darai, carissima madre, per la vita eterna
Izplaukst zelta abelite un ka rita migla skan
Il piccolo melo dorato è in fiore, e suona in lontananza come la nebbia mattutina
Izplaukst zelta abelite un ka rita migla skan
Il piccolo melo dorato è in fiore, e suona in lontananza come la nebbia mattutina
Ko tas dos tev mamulite, ka tavs delinš nenomirst
Cosa significa per te, carissima madre, che il tuo figlio non muoia
Ko tas dos tev mamulite, ka tavs delinš nenomirst
Cosa significa per te, carissima madre, che il tuo figlio non muoia
Atbildes nav
Non c’è risposta
Tikai veja notric ozolišu birzs
Solo il querceto trema nel vento
Veja notric ozolišu birze
il querceto trema nel vento
Tikai koki savikšas uz rudeni
Solo gli alberi mettono il loro vestito autunnale
Koki savikšas uz rudeni
gli alberi mettono il loro vestito autunnale
Atbildes nav
Non c’è risposta
Izškid visi mani joki, Visi joki gludeni
Tutto il mio umorismo si spegne, tutti gli scherzi vanno a monte
Izškid visi mani joki, Visi joki gludeni
Tutto il mio umorismo si spegne, tutti gli scherzi vanno a monte
Atbildes nav
Non c’è risposta
Tikai kajas drošak savu zemi min
Solo i nostri piedi calpestano in modo ancora più sicuro la Terra
Kajas drošak savu zemi min
i nostri piedi calpestano in modo ancora più sicuro la Terra
Tapec draugi ka man klajas
Per questo, amici, come mi sento,
Itneviens lai neuzzin
non lasciatelo sapere a nessuno.
Tapec draugi ka man klajas
Per questo, amici, come mi sento,
Itneviens lai neuzzin
non lasciatelo sapere a nessuno.

Note per la comprensione

Il Lettone è una lingua, che è stata messa in forma scritta da missionari tedeschi nel 18° secolo. La Lettonia era l’ultima area dell’Europa nordoccidentale, che aveva mantenuto un credo pagano che si rifaceva alla Terra, alle stagioni e alle forze della natura. Per questo tanti termini di questa canzone possono avere diverse interpretazioni. Durante il dominio di Stalin questa tradizione fu rivitalizzata e permetteva dire in apparenza una cosa ma indicarne tra le righe un’altra. La canzone ha parecchie strofe che si ripetono. Questo deriva dalla tradizione di cantare una strofa e farla ripetere da chi ascoltava. Questo era comune nel tempo prima che il Lettone assumesse una forma scritta, quando tutte le canzoni venivano trasmesse oralmente. Fu così per secoli o addirittura millenni in questa parte del mondo. Il testo riporta termini che possono avere un significato duplice:

* “mamulite” – significa “carissima madre”, però ha anche altri significati. Qui potrebbe essere interpretato come Madre Terra o Gaia.
* “muzigu dzivošanu” – significa “vita eterna” oppure “vivere per sempre”. Questo può essere riferito sia alla Terra, come anche alla vita umana sulla Terra; non essendoci in questo testo differenze tra soggetto e oggetto lo rende ancora più criptico.
* “zelta abelite” -significa “piccolo melo dorato”. Nel paradiso il melo era l’albero della vita. In epoca pre-cristiana l’albero sacro della vita giocava un ruolo importante anche in Lettonia. Nel contesto di questa canzone potrebbe essere che l’albero della vita indichi una risposta alla domanda della Madre Terra sulla vita eterna.
* “migla skan” – è una strana allegoria. Letteralmente significa “suona come la nebbia” oppure suona, come una campana, che suona in una valle piena di nebbia. Come se l’essenza dell’albero della vita fosse nascosta nella nebbia mattutina. “Non chiedere per chi suona la campana” – la nebbia ha il suono particolare, quando nel susseguirsi delle stagioni arriva l’autunno e la nebbia circonda la Terra.
* “delinš” – significa “piccolo figlio”. Il “piccolo figlio” della “Madre Terra” in questa canzone significa l’umanità stessa. Si potrebbe interpretare come “ cosa significa per te, Terra, che l’umanità continua a vivere.”
* “Atbildes nav” – significa letteralmente “non c’è risposta”; nel contesto di questa canzone si può interpretare che non c’è risposta alla domanda che viene posta a Madre Terra. La Terra tace quando le viene chiesto se l’umanità continuerà ad esistere. Invece di una risposta gli alberi tremano nel vento (come loro modo di esprimere preoccupazione). Si sta avvicinando l’autunno e potrebbe significare l’avvicinarsi di una “fine”, un finire dell’anno con l’inverno. Questa può essere la risposta che la Madre Terra da.
* “Izškid” – significa “sciogliere” , secondo il vocabolario lettone come “sale in acqua”
* “joki” – significa letteralmente “scherzo”, nel contesto di questo testo piuttosto “umorismo, senso del divertimento” come se la gioia di vivere si dissolvesse in autunno e quando si avvicina la fine dell’anno.
* “gludeni” – significa “piatto, pianeggiante” come una superficie piatta o pianeggiante. Quando uno scherzo va a monte, significa che non ha funzionato. Come quando nessuno ride per una barzelletta.
* “Kajas drošak savu zemi min” – “i nostri piedi calpestano in modo ancora più sicuro la Terra”, un segno di continuazione dell’umanità, i cui figli diventano ancora più numerosi.
* “ka man klajas” – significa “come va nella tua vita” riferito alla salute come al benessere in modo generale. In questa canzone potrebbe significare una domanda in considerazione del silenzio misteriose della Terra oppure delle risposte indirette. Il che significa che l’umanità non riceve chiare risposte su cosa significhi arrivare all’autunno e che gli alberi tremino nel vento.
* “Itneviens lai neuzzin” – significa che nessuno può o deve sapere quello che la Terra o la cantante sentono veramente. Anche quei oggetto e soggetto non sono definiti, rimane aperto se si riferisce alla Terra, al piccolo figlio oppure alla cantante.

Istruzioni

Mettetevi in cerchio e prendetevi per mano. Se siete in tanti formate diversi cerchi concentrici, lasciando sufficiente spazio tra i cerchi. Non importa in quale momento della musica iniziate la danza, l’importante è cominciare su una battuta. La danza consiste in 4 tempi di movimento, alternati a quattro tempi in cui si ondeggia sul posto. Quando si ondeggia puoi sentire l’energia della Terra che risale nel tuo corpo. Quando l’energia raggiunge il chakra del cuore, mandalo fuori per la guarigione degli olmi e tutti gli esseri viventi. E’ un atto che testimonia una forte intenzione. Il circolo si muove in senso antiorario (verso destra). Inizia sempre con il piede destro. Inizia facendo 4 passi indietro (verso destra). Dopo ondeggia per 4 tempi sul posto, i prossimi 4 passi vanno in avanti (sempre verso destra). Dopo 4 tempi di ondeggiamento, fai 4 passi verso il centro del circolo, alzando le braccia verso il cielo, lasciatevi le mani in modo da poter ondeggiare come i rami di un albero per 4 tempi, poi riprendetevi per mano e fate 4 passi indietro e continuate finché la musica fa una pausa. Il leader della danza ricorda che durante la seconda parte della danza chi vuole, quando si va verso il centro, può chiamare il nome (esseri, posti, istituzioni) per i quali desidera la guarigione.

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