Nomadizziamoci

Futuro Arcaico: i temi

Venti anni di viaggi sono un patrimonio di immagini e ragionamenti ai quali sono stata costretta (e ne sono ben felice) dal lungo lavoro di Turisti per Caso. Sono andata in 40 paesi,non per caso, e mi sono fatta molte domande trovando anche qualche risposta raccolta sul campo,non solo su interenet.
Ore ed ore di vita vissuta e filmata in viaggio.
Questi filmati, montati e cuciti fino a diventare un racconto di viaggio sono la mia testimonianza i vita.Come le mani di donne dell’Asia centrale con il loro lavoro hanno conservato nella trama dei tappeti simboli arcaici provenienti dal paleolitico come ci ha mostrato la Ghimbutas, spirali, dee madri ecc… così io nella trama e nell’ordito dell’immagine televisiva fatta di pixel intrecciati come i tappeti, conservo le cerimonie, i volti, il senso di viaggi per il mondo di luoghi da non perdere.Quindi il mio lavoro è la mia vita.La stessa cosa che si può dire delle anonime tessitrici del passato e del futuro dei paesi del mondo e delle artiste note appartenenti in occidente alle varie correnti dell’arte contemporanea.
La mostra FUTURO ARCAICO mette fianco a fianco questa esperienze femminile dagli aspetti molteplici.

Syusy Blady

TAPPETI e tessiture COME INCROCIO oriente occidente.

Il tappeto e il tessuto (nel senso del tessere) in Asia (cioè nel vasto territorio che va dall’Iran alla Cina) è oggetto d’arte sottoposto ad analisi e stimolo intellettuale estetico così come lo è l’arte in occidente. Ma l’arte in occidente esalta l’individualismo come valore supremo, siamo tutti figli della rivoluzione francese, mentre nel resto del mondo l’arte è al servizio del bello è diffusa e non necessita della firma dell’artista. Le donne ne sono le protagoniste anche se non esaltate o incensate, lo sono di fatto al servizio di qualche cosa di più grande di tutti noi: il tramandare col gesto ripetitivo, il linguaggio simbolico primigenio che arriva da lontano nel tempo e che verrà compreso pienamente quando la scienza si accorderà alla mistica orientale.

In occidente il Mercato ha determinato il valore dell’opera d’arte e solo se l’artista utilizza l’artigianato lo può portare ad alto livello.Io non credo che questo sia universalmente valido , questo a causa dei miei contatti con produzioni tessili di diversi paesi del mondo… I tappeti che mettiamo in mostra accanto alle opere di artiste contemporanee non sono quelli floreali che risentono della sovrastruttura culturale di una religione, ma sono pieni di forme perfettamente arcaiche, conservate così da tempi lontani, appartenenti all’animismo e allo sciamanesimo reinventate, con variazioni sempre nuove, da mani e occhi di donne.

Sono così arcaici che innescano meccanismi comparativi con l’arte contemporanea la quale si sa ha sempre attinto dal cosiddetto”primitivo”.
Ma cosa è “primitivo”? Ciò che non è sviluppato secondo i parametri che noi abbiamo stabilito.E quindi il primitivo, o meglio l’arcaico è attualissimo, anzi è il futuro.
Ciò che non appartiene al cosiddetto sviluppo globalizzato diventa prezioso e istruttivo per noi che ne abbiamo bisogno come dell’acqua che beviamo in questo momento storico. Noi che ci siamo abituati a vivere in un mondo brutto che non ci piace, e che siamo stati portati a credere che l’indice di felicità si fondi su un benessere che è fatto di cose prima che di leggerezza di cuore.

IL FUTURO RITORNERA’

IL FUTURO SARA’ ARCAICO O NON SARA’

Nella vasta produzione tessile delle donne ho trovato in tutto il mondo la stessa informazione ripetuta ossessivamente con infinite variazioni codificate nel tempo. Le donne tessitrici del Guatemala sull’Atitlan tessono col telaio a cintura come le donne sulle isole del Titicacha,come le donne dell’Asia nelle loro yurte. I simboli che ripetono instancabilmente sono un linguaggio arcaico comune in tutto il mondo.Questo è un fatto e non è casuale.
Le sette caverne, le spirali, le Dee Madri, il doppio gancio, il labirinto, la testa di toro ecc..erano presenti nei vasi e negli affreschi dei templi più antichi e li troviamo ancora ora nelle tessiture tradizionali.

C’è poco da inventare da parte della cultura dell’occidente,c’è da prendere atto dalla distanza che l’occidente ha messo con la comunicazione essenziale e cioè,in poche parole,con la natura,e di trovare i modi per ritrovare la strada non imbarbarendosi ma ridiventando consapevoli.Questo lo faranno in primis le donne che non hanno tagliato il filo che le collega alle loro madri e nonne.
Noi, donne occidentali, lo abbiamo fatto. La tessitura, il ricamo erano punizioni inflitte alle bambine per insegnare loro la pazienza e la dedizione femminile e le abbiamo rifiutate ed evitate salvo poi accorgerci della perdita alla quale ci siamo costrette.Noi quindi facciamo un mea culpa per non aver insegnato alle nostre figlie l’arte e vogliamo ripartire.
Solo le donne possono fare questa operazione rivoluzionaria: rovesciare il concetto di arte mercato in arte amore.

NOMADIZZIAMOCI

E’ un movimento artistico che si allarga su tutto: arte, società, ecologia, scienza, filosofia, architettura che sono solo categorie che cito per comodità ma che nel loro insieme sono vita vissuta.

Nomadizziamoci propone di salvarci con una tenda e coi simboli giusti che ci dicono ciò che conviene sapere.

FILMATI

  • “Io puedo, io valgo..” donne tessitrici del Lago Atitlhan in Guatemala.
  • “Il bisso di Chiara Vigo” una donna una antica tradizione il bisso,dono del mare.
  • “le cinture dell’isola del Titicaca” nelle cinture il ritmo della semina e raccolta.
  • “storia della mia yurta” come ho portato una yurta in giro per l’Italia.
  • “presentazione nomadismo artefiera 2010 con Stefano Bonaga”
  • “Tappeti e simboli a Istambul”
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